Guido Castelli e il prof. Stefano Zecchi alla conferenza sulla cultura ascolana

 

Ha colto nel segno l’iniziativa promossa dal’associazione il sorriso dell’Occidente, che martedì scorso ha aperto il ciclo di incontri “Pagine aperte sulla cultura ascolana” con l’intervento di Stefano Zecchi, docente all’Università di Milano, giornalista e scrittore.

Presenti all’incontro, insieme con il presidente dell’associazione, Giovanna Cameli, Guido Castelli e Paolo Notari, quest’ultimo nella veste di moderatore dell’incontro. Ne è nata una piacevolissima occasione di approfondimento culturale sviluppata per più di due ore con una straordinaria leggerezza, abbracciando gli ambiti più disparati: dall’arte intesa da Zecchi come veicolo per comprendere la vita, all’urbanistica delle città “che nel dopoguerra sono state concepite in maniera indegna, rendendo le periferie invivibili e costringendo le persone ad un’esistenza senza il calore, la tradizione, il bello che si respira nei centri storici”. Quindi la scuola e la famiglia, con una critica profonda nei riguardi della “rottamazione dei padri” , sempre più assenti dal ruolo di guida per i figli”, suggerendo altre riflessioni su Internet e la multimedialità. “Il web è uno strumento che deve essere utilizzato in maniera adeguata, perché conserva delle potenzialità straordinarie, soprattutto nel favorire la diffusione della cultura – ha dichiarato Zecchi – mentre l’uso distorto che ne fanno molti giovani si concretizza in una relazionalità che permette loro di non esporsi in prima persona, con tutte le conseguenze negative che questo comporta sul piano caratteriale e umano”. Soddisfatto del convengno il candidato sindaco Guido Castelli, da sempre appassionato lettore degli scritti del professor Zecchi. “Ascoli Piceno è una città ricca di spazi che devono essere vissuti in maniera tale da favorire quella consuetudine al bello, capace di generare un’attitudine della cittadinanza nella ricerca del bello e dell’armonia – ha dichiarato Guido Castelli -. Tutto ciò può aiutare a sentirsi comunità, condividendo una comune attenzione nei confronti del patrimonio monumentale che caratterizza la nostra città”.

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