Castelli, per il Terzo Settore deve iniziare una nuova stagione

 Si è aperta all’insegna della partecipazione la campagna di ascolto del candidato sindaco Guido Castelli. Sabato mattina numerosi cittadini e rappresentanti di associazioni del Terzo Settore sono intervenuti al seminario sul tema “la Persona, la città, il bene comune”, alla presenza dell’on. Raffaello Vignali, fino al 2008 presidente della Compagnia delle Opere. “Saper governare presuppone la capacità di saper ascoltare – ha dichiarato Castelli ai presenti -. Sono impegnato a redigere un programma di governo della città, che non è un fatto burocratico. Anzi, voglio testimoniare un metodo, un atteggiamento nei confronti del Terzo Settore senza rivolgermi a voi per un mero discorso politico. Credo, infatti, che il volontariato necessiti di una diversa organizzazione che consenta a tutte le realtà operanti sul territorio di inserirsi e di cooperare nell’ambito delle politiche pubbliche con pari dignità”.

Quindi si sono susseguiti i diversi interventi da parte di varie associazioni, tra le quali: la Fondazione di Ascoli Piceno, l’ANED, l’Acli, Ascoli da Vivere, la Meridiana, Insieme on Voi, Cittadinanzattiva, l’ATDM, l’AVM e l’ANEP. Interessanti le posizioni emerse, nonché le proposte avanzate e le idee lanciate per il futuro, senza eludere la denuncia delle problematiche quotidiane che accompagnano la loro attività. Particolarmente significativa l’analisi del presidente della Fondazione di Ascoli Piceno, Vincenzo Marini Marini, il quale ha sottolineato la necessità di definire il perimetro giuridico in cui operano le associazioni di volontariato, invitandole a un confronto che, da un lato, comporterebbe una limitazione della libertà di azione dei soggetti del Terzo Settore; dall’altro può contribuire in maniera incisiva a realizzare gli interventi nel sociale o nella cultura che le istituzioni pubbliche non riescono a garantire. “Appare inevitabile aprire un capitolo nuovo nell’azione del volontariato – ha affermato Marini – ed è indispensabile avviare un rapporto diverso con le istituzioni, che si traduce nel fissare obiettivi, elaborare programmi di intervento e verificare i risultati”.

L’on. Vignali ha concluso poi i lavori con un intervento che ha toccato i punti nevralgici del terzo settore, richiamando le proprie esperienze maturate negli anni. “Per realizzare un’autentica cultura del volontariato il primo compito della politica è sostenere chi educa. Creare sviluppo e sostenere chi è in difficoltà è un compito da trasmettere alle nuove generazioni attraverso l’educazione. Lo Stato – ha aggiunto Vignali – non deve considerare il volontariato come outsourcing a basso costo, ma deve riservare la giusta considerazione alle persone, sostenere la risposta ai problemi o alle esigenze dei più deboli che vengono dal basso. Successivamente può interviene per regolamentare e valutare l’operato nel sociale, ma lo Stato non può sostituirsi alle persone in un approccio burocratico di risposta al bisogno”.

 

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